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Il difficile Passato dell’Umanità.

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Estratto da un libro di Eugenio Siragusa in cui ripercorre , tornando indietro nel Tempo , prima della Preistoria e il difficile Passato dell’Umanità. Riaffiora nell’uomo l’ombra spettrale di un triste atavico passato. Ricordati uomo! Fermati! Non rifare il medesimo cammino per cui sei stato maledetto. Medita, scruta nel profondo del tuo cammino e vedrai che, oltre la grande, luminosa croce, ritroverai te stesso, atterrito, colpevole, in ginocchio dinanzi al grande peccato, in attesa del misericordioso perdono di Dio e dei Cieli.

In quel remotissimo tempo tutta l’umanità del pianeta Lucifero sentiva irrimediabilmente perduta. Ormai non vi era più speranza di salvezza e bisognava fuggire, fuggire al più presto possibile. Migliaia di navi spaziali erano pronte ed altre giungevano dal pianeta Mate e da Saturno. Il pianeta condannato a morte da una lenta e progressiva disintegrazione era ormai prossimo a raggiungere il punto critico. ( Le antiche società avanzate: da Lemuria ad Atlantide).

Bisognava fare prestissimo, la deflagrazione finale poteva avvenire da un momento all’altro. L’energia atomica che l’uomo aveva con tanta leggerezza scatenato aveva creato una disintegrazione a catena di alcuni grossi giacimenti di elementi sensibili giacenti nel sottosuolo di quel pianeta. Nessuno era più in grado di fermare il caos di una potente energia divenuta folle e distruttiva.

La Terra, che allora si trovava nell’orbita dell’attuale pianeta Venere e quest’ultimo in quella del pianeta Mercurio, fu la meta di una gran parte dei fuggitivi. Nella volta celeste migliaia di transatlantici spaziali facevano la spola tra il pianeta agonizzante e la Terra, Marte e Saturno, punti più vicini per trovare scampo.

Portarono con sé quanto era possibile, ma non tutti poterono essere salvati. La Terra ancora in uno stato primitivo e popolata esclusivamente da enormi animali, non si rendeva del tutto ospitale, ma per un improvviso riparo, in quel movimento disperato, era stata considerata provvidenziale.

Creature di ambo i sessi e di diverse razze credettero di trovare una temporanea sistemazione in attesa degli eventi. Il tempo del peggio era ormai prossimo e mentre sul pianeta agonizzante milioni di altre creature attendevano la salvezza, una visione apocalittica e con un immenso bagliore atroce colpì l’atterrito sguardo degli scampati. Il cielo era divenuto terso e pauroso. Una cellula dell’universo era stata uccisa dall’uomo ribelle, disubbidiente alla legge del Cosmo. Una grave colpa che non può essere facilmente cancellata e che il cosmo punisce severamente. ( La fine del Ciclo di Atlantide).

( Il difficile Passato  dell’Umanità).

SPINTI FUORI DAL PROPRIO EQULIBRIO.

Il caos in tutto il sistema solare fu di enorme portata e molti altri pianeti, compresa la Terra, rischiarono di essere spinti fuori dal proprio equilibro. Il Sole vibrò fortemente lasciando sfuggire dalla propria superficie una enorme massa di materia incandescente che doveva poi assestarsi in un’orbita vicinissima al Sole e che noi dovevamo chiamare Mercurio.

La Terra, Marte, Venere e tutti gli altri pianeti del sistema solare ricevettero enormi urti, mentre i giganteschi macigni del pianeta distrutto si dirigevano in tutte le direzioni dello spazio siderale. Molti di questi piccoli mondi trovarono un assestamento definitivo orbitando nelle immediate vicinanze del pianeta Saturno.

Lo sconvolgimento del sistema solare fu disastroso per la Terra, questo di un mondo  dall’ azzurro manto, subì, oltre agli urti, lo spostamento dell’asse magnetico e quindi tutti gli effetti di questa disastrosa causa:. Eruzioni, sollevamenti ed abbassamenti della crosta terrestre, invasione acque, movimenti tellurici di vasta portata.

Gli esseri che in Essa avevano cercato una temporanea sosta per avere salva la vita, vennero decimati ed i loro mezzi in sosta completamente distrutti e vangati dalla terra e dalle acque in movimento. I superstiti non erano in molti, ormai la lotta per la sopravvivenza era divenuta disperatissima e le loro menti, sconvolte dalla immane sofferenza psichica.

Passò molto tempo e lentamente si andava cancellando dalla loro mente l’immagine di tanta tristezza…. Il ricordo di essere venuti dal cielo non li abbandonò mai e per millenni cantarono questa loro grande verità. Il tempo passava e dal racconto dei padri si tessevano favole, sogni, incubi e fantasia nella mente dei posteri ormai tanto diversi nel corpo e nello spirito.

Tanti altri avvenimenti travagliarono la grande anima assopita nel vertice dei più evoluti l’impetuoso desiderio di comunicare con la voce del Cosmo per chiedere risposta alle domande che dall’interiore sorgevano come delle immagini viventi e significative. Ma la Croce luminosa ed immensa rimase per sempre scolpita nel profondo dei loro cuori. Un segno che non poterono mai dimenticare e che in tante circostanze appariva come un invito al pentimento e al timore. ( I diretti discendenti di Atlantide).

( Il difficile Passato dell’Umanità).

IN UNA CONTINUA ASCESA EVOLUTIVA.

Millenni e millenni passarono in una continua ascesa evolutiva tra il moltiplicarsi delle diverse razze ed altre nuove venute alla luce. Non tutto il tempo fu felice a causa delle convulsioni periodiche del pianeta che, in fase di assestamento, spesso provocava morte e distruzione. Ma i loro cuori erano ormai temprati ed il loro spirito alto come la cima di una montagna. ( Animali ed evoluzione).

Ricominciavano e meglio di prima ricostruivano, vivendo con più ferrea volontà e con una fede incrollabile. Quello che più preoccupò i saggi di allora fu la reminiscenza di una terribile forza di dominio e di guerra che via via si andava formando nell’animo di molti. L’istinto del funesto passato si risvegliava anch’esso dal ungo letargo e, tra le cose buone che la mente realizzava, quelle cattive erano le maggiori e le più terribili.

Questo preoccupò moltissimo l’infallibile intelligenza del Cosmo e pure coloro che, iniziando la grande esplorazione di nuovi mondi, dopo l’immane apocalittica catastrofe avvenuta nel nostro sistema solare, avevano conosciuto il destino toccato a coloro che avevano, nel remotissimo tempo, cercato scampo sulla Terra.

Diecimila anni lontani dal nostro tempo essi conobbero il nostro misero stato psicologico e fecero di tutto per farci più rapidamente migliorare, lasciando sulla Terra maestri insigni di cultura universale. Molti di loro vissero a lungo sulla Terra e spesso sacrificarono la loro vita con una passione pura, angelica, santa.

I loro insegnamenti e le loro conoscenze furono di moltissimo aiuto per migliorare progressivamente il processo evolutivo delle razze. Il loro sapere era infinito e le loro conoscenze esatte. Forse in quel tempo ci avevano fatto conoscere chi era veramente Dio. Ma le convulsioni del Geoide non erano terminate ed altri disastri si aggiunsero a quelli passati lungo il tempo.

Ricominciarono nuovamente e questa volta con l’aiuto di chi conosceva tutto di noi, tutto dal principio sino a questo nostro tempo. Sapevano chi eravamo e da dove eravamo venuti. Nulla sfuggiva alle loro conoscenze, nemmeno la cattiva formazione dei nostri, spesso famelici e bestiali che giganteggiavano nell’opera e negli atti della vita. Ci consideravano, ci aiutavano, ci compiangevano ma dovevano starci necessariamente lontani occultati, nascosti con tutte le loro conoscenze in quel tempo incomprensibili tanto quanto oggi.

( Il difficile Passato dell’Umanità).

LA TESTIMONIANZA DEL PROFETA EZECHIELE.

Molti di loro si sacrificarono per il nostro benessere e tanti altri operarono cose meravigliose inconcepibili per le menti di allora. La Testimonianza del profeta Ezechiele nella Bibbia così descriveva “La prima visione dei Cherubini”. Erano loro e dal primo al ventiquattresimo versetto del suo libro, Ezechiele lo afferma nel modo più chiaro ed inequivocabile.  ( Ezechiele e le sue visioni)

Erano con noi perché volevano a tutti i costi operare un grande bene per i loro simili in cattività. Il grande evento avvenne. L’ora del perdono era giunta e la pace si doveva concludere nel segno della Croce e del sacrificio. L’uomo e la Croce divennero un simbolo che doveva scuotere per sempre l’anima umana. Doveva ricordare qualche cosa di più grande, di ineccepibile verità che rimase impressa nella grande volta celeste.

Doveva principalmente farci meditare, capire e con più ragionevole convinzione, sentirci colpevoli di un grande peccato, di una disubbidienza verso Dio e tutte le anime viventi nel Cosmo. La grande pace ci venne misericordiosamente offerta unita al perdono. Ma ancora una volta l’uomo, nutrito dalla carne della bestia felina, non volle capire , non volle sentire, non volle soprattutto accettare un mutamento radicale della sua vita assurda e inconcepibile.

…. Oggi non è più possibile fraintendere per sfuggire alla verità che ci sovrasta e ci domina. Non è più possibile scrivere, come scrisse il profeta Ezechiele: “L’aspetto delle ruote, e il loro lavoro era simile al color crisolito, e tutte e quattro avevano una medesima sembianza e il loro aspetto e il loro lavoro era cose se una ruota fosse stata in mezzo a un’ altra ruota”.

In quel tempo il profeta Ezechiele si espresse così per descrivere l’apparizione delle navi spaziali e dei caschi spaziali che le creature di quei mezzi portavano sul capo, e che vestiti come dei curiosi animali in forma umana. E poi un dettato che doveva assolutamente accettare e che veniva da Dio. Chi erano costoro che egli chiamò Cherubini?

( Il difficile Passato dell’Umanità).

CHI SONO ? DA DOVE VENGONO?

Da allora sono trascorsi circa tremila anni ed in questo nostro tempo la visione che ebbe Ezechiele si ripete ponendoci la medesima domanda: Chi sono? Da dove vengono? I nostri occhi li vedono e la nostra mente li comprende così come in realtà sono, piccole e grandi navi dello spazio che solcano velocemente il nostro cielo.

Moltissimi li hanno visti atterrare e molti altri si sono avvicinati nel tentativo di conoscere e di farsi comprendere. Notizie del genere se ne potrebbero citare a migliaia. Gli stessi messaggeri del cielo devono finalmente farci comprendere che la parola di Dio è nuovamente in mezzo a noi. Molti Cherubini, Serafini, Troni che ci guardano e scrutano attentamente i nostri proponimenti, preparandoci ad accettare verità più profonde che nei secoli hanno sempre sovrastato le nostre scarse e confuse conoscenze.

Siamo veramente sull’orlo dell’abisso? Forse, ma siamo molto vicini a quel tempo che ci deve spingere nuovamente al fatale errore? Le premesse, in verità, ci sono tutte. La grande e terribile bestia dalla testa a fungo si è risvegliata minacciosa, implacabile, irosa, decisa a distruggere, a divorare tutto senza pietà.

L’uomo è terrorizzato e con lo sguardo rivolto verso il cielo, pensa, mentre una grande luminosa croce si pone dinanzi ai suoi occhi. L’anima delira in un grande e indefinibile sconforto ed assale di tristezza la mente e il cuore. Molti si agitano in una silenziosa paura, mentre i pochi, coloro che si credono padroni del destino dell’umanità e del mondo, godono a tener legato ad un filo di seta la micidiale forza di un mostro, che, legato a dovere, con una mente più equilibrata e saggia, potrebbe servire come solo ed esclusivo mezzo di forza per i migliori destini dell’umanità.

( Il difficile Passato dell’Umanità).

RAVVEDERSI IN TEMPO.

Ma quello che più si addice al momento è di ravvedersi in tempo e questa volta volente o nolente. Non ponetevi spesso quella sciocca domanda del perché non si fanno vedere o del perché non scendono con i loro mezzi nelle piazze.

Comprendetelo una buona volta e per sempre che loro ci conoscono da remoto tempo e sanno tutto, dico tutto di noi dalla A alla Z. ogni pubblicità sarebbe per loro inutile cosa, dico meglio, controproducente all’opera che debbono svolgere sulla Terra. La velleità è un vizio umano che queste creature considerano pochissimo. Sanno quello che debbono fare ed al momento opportuno lo saprà tutta l’umanità. Questo è il solo ed unico pensiero che domina le loro intelligenze.

Tutto il resto non conta! I derisi, coloro che prima degli altri hanno visto e sentito, comprenderanno per primi, senza alcuna scossa psichica, la grande, la più grande delle verità universali….

EUGENIO SIRAGUSA

Catania, 18 settembre 1961